INSPIRAZIONE - ESTASI

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INSPIRAZIONE

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Zuccheri e Muffe
Cari dolci moelleux
Stephen Brook

Nel secolo scorso molti appassionati adoravano i vini dolci: lo Champagne Cristal spedito da Roederer alla corte zarista in Russia era così amabile che il suo dosage per noi sarebbe sgradevole. I migliori vini del Sauternes, primo tra tutti Yquem, strappavano cifre da capogiro nelle corti dei principi d’ Europa e degli Zar, e le autorità russe arrivarono a dislocare guardie armate a protezione della strada percorsa dai vini di Tokaji in Ungheria per arrivare a San Pietroburgo. Nel nostro secolo questi vini sono passati di moda, anche se dopo la seconda guerra mondiale, periodo in cui scarseggiava lo zucchero, in tutta Europa ne venivano prodotti molti, ma di poco prezzo e bassa qualità.
Il vino dolce insomma divenne spesso sinonimo di cattivo gusto e scarsa raffinatezza, e negli anni cinquanta molte grandi proprietà del Sauternes si accontentavano di offrire prodotti non all’ altezza della tradizione. Solo agli inizi degli anni Ottanta, grazie al grande millesimo 1983, la domanda di Sauternes crebbe tanto da convincere i produttori a fare gli investimenti necessari per ridare lustro alla loro regione.

Ma produrre buoni vini dolci costa caro, e quindi bisogna che la congiuntura economica sia favorevole. Sono cari perché vengono prodotti con uve molto mature o attaccate dal marciume nobile: se le rese non sono basse, le uve non riescono ad arrivare ad un grado di maturazione sufficiente e, quanto al marciume nobile o botrite, si tratta di una muffa capricciosa che, come ben sanno i produttori del Sauternes, in alcune annate non riesce ad attaccare le vigne. Lo stesso si può dire per i vini dolci tanto intensi della Germania e per il Tokaji ungherese, che sono vinificati solo in annate eccezionali.

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